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	<title>Smart City Archives - Smart Buildings Alliance for Smart Cities ETS</title>
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	<title>Smart City Archives - Smart Buildings Alliance for Smart Cities ETS</title>
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		<title>Rivoluzione Condomini: Digitale, Green e Smart per Risparmiare e Vivere Meglio – Un&#8217;Analisi in 3 Puntate di SBA Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 08:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smart City]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><strong>Uno studio approfondito, elaborato da SBA Italia, svela come trasformare i condomini italiani in edifici del futuro: dall&#8217;edge computing al fotovoltaico, passando per V2H e telemedicina. Ecco cosa cambierà per bollette, emissioni e qualità della vita, in linea con il piano in 5 punti per l&#8217;Italia del Futuro.</strong></p>
<p>L&#8217;Italia dei condomini, un patrimonio edilizio spesso datato e inefficiente, è pronta per una trasformazione radicale. Uno studio dettagliato, elaborato da <strong>SBA Italia</strong> e che sarà pubblicato in tre puntate a partire dalla prossima settimana, analizza a fondo le potenzialità della modernizzazione dei condomini, proponendo un approccio integrato che combina digitalizzazione, efficienza energetica e nuove tecnologie. L&#8217;analisi si inserisce in un quadro più ampio, quello delineato dal piano in <strong>5 punti prioritari per l&#8217;Italia del Futuro</strong>, a cui SBA Italia contribuisce attivamente, a beneficio di tutti gli stakeholder coinvolti.</p>
<p><strong>Chi?</strong> Lo studio si concentra sui condomini italiani, in particolare quelli costruiti tra gli anni &#8217;60 e &#8217;80, che rappresentano una fetta significativa del patrimonio edilizio nazionale. Questi edifici, spesso caratterizzati da basse classi energetiche (F e G), sono i principali destinatari degli interventi proposti. Ma chi sono i protagonisti di questa trasformazione? Amministratori di condominio, professionisti del settore (ingegneri, architetti, installatori), aziende tecnologiche e, naturalmente, i condòmini stessi, che beneficeranno direttamente dei miglioramenti. SBA Italia si pone come facilitatore e promotore di questo cambiamento.</p>
<p><strong>Cosa?</strong> La modernizzazione proposta è un intervento a 360 gradi. Si parte dalla <strong>digitalizzazione</strong> dell&#8217;edificio, con l&#8217;installazione di un&#8217;infrastruttura smart basata su <em>edge computing</em>. Questo sistema gestisce sensori, telecamere e contatori digitali. Il cuore è l&#8217;<strong>efficientamento energetico</strong>, con impianti fotovoltaici e accumulo. Lo studio esplora l&#8217;<strong>elettrificazione completa</strong>, sostituendo gas con pompe di calore e piani a induzione. Un capitolo è dedicato al <strong>Vehicle-to-Home (V2H)</strong>. Infine, si analizzano <strong>telemedicina</strong> e <em>caregiving</em>.</p>
<p><strong>Quando?</strong> Lo studio fa riferimento a dati attuali (ISTAT, ENEA, GSE) e proiezioni per il 2025. I tempi di realizzazione degli interventi variano dai 9 ai 18 mesi.</p>
<p><strong>Dove?</strong> L&#8217;analisi si concentra sul contesto italiano, con particolare attenzione ai condomini situati nelle aree urbane.</p>
<p><strong>Perché?</strong> I motivi sono molteplici: risparmio economico, sostenibilità ambientale, miglioramento della qualità della vita, aumento del valore degli immobili e contributo alla stabilità della rete elettrica.</p>
<p><strong>Il Piano in 5 Punti per l&#8217;Italia del Futuro (e il Ruolo della Modernizzazione dei Condomini):</strong></p>
<p>Lo studio di SBA Italia si allinea perfettamente con una visione strategica più ampia, riassunta in 5 punti chiave:</p>
<ol>
<li><strong>Approccio Orientato agli Obiettivi EU:</strong> Favorire un approccio, sia locale che centralizzato, focalizzato sul raggiungimento e mantenimento degli obiettivi EU2030, EU2050 e FIT-for-55, superando logiche tecno-centriche. La modernizzazione dei condomini, con la riduzione delle emissioni e l&#8217;uso di energie rinnovabili, è un tassello fondamentale di questo punto.</li>
<li><strong>Piano Nazionale di Riqualificazione Urbana:</strong> Avviare un piano per la riqualificazione urbana, la mappatura degli edifici obsoleti e la loro sostituzione con nuovi edifici e quartieri, coinvolgendo investitori privati sotto coordinamento pubblico. La modernizzazione dei condomini esistenti si affianca a questa strategia di rinnovamento.</li>
<li><strong>Strategia Energetica Nazionale:</strong> Implementare una strategia per abbattere il costo dell&#8217;energia, coinvolgendo investitori privati sotto coordinamento pubblico. L&#8217;autoproduzione di energia nei condomini, tramite fotovoltaico e accumulo, contribuisce a questo obiettivo.</li>
<li><strong>Reti Digitali e Montanti Elettriche:</strong> Equipaggiare al 100% gli edifici con reti digitali ad alta velocità e montanti elettriche adeguate. La digitalizzazione dei condomini è il presupposto per questo punto.</li>
<li><strong>Task Force Proattiva:</strong> Istituire una task force per la divulgazione degli obiettivi, la formazione e il monitoraggio del rispetto delle norme in ambito edilizio, con la collaborazione degli ordini professionali e degli enti locali.</li>
</ol>
<p><strong>I Numeri della Trasformazione (Esempi dallo Studio):</strong></p>
<ul>
<li><strong>Condominio tipo:</strong> 20 appartamenti, 4 piani, 20 box.</li>
<li><strong>Costo digitalizzazione:</strong> €103.000-€116.000.</li>
<li><strong>Costo fotovoltaico (senza elettrificazione):</strong> €182.500-€230.000.</li>
<li><strong>Costo elettrificazione completa:</strong> €452.500-€547.500 (incluso fotovoltaico potenziato).</li>
<li><strong>Risparmio annuo (elettrificazione completa):</strong> €52.568.</li>
<li><strong>Riduzione emissioni CO₂ (elettrificazione completa):</strong> 95%.</li>
<li><strong>Impatto a livello nazionale:</strong> Potenziale contributo all&#8217;11.2% del raggiungimento degli obbiettivi del Green Deal e riduzione del 40,4% della bolletta energetica nazionale (ipotizzando 500.000 condomini modernizzati).</li>
</ul>
<p><strong>Le Tre Puntate:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Puntata 1:</strong> Il Condominio Digitale: Edge Computing, Sensori e Automazione per Sicurezza ed Efficienza.</li>
<li><strong>Puntata 2:</strong> Rivoluzione Energetica: Fotovoltaico, Accumulo ed Elettrificazione per Bollette Zero (o Quasi).</li>
<li><strong>Puntata 3:</strong> Il Condominio del Futuro: V2H, Telemedicina e Nuovi Servizi per una Migliore Qualità della Vita.</li>
</ul>
<p>Non perdete l&#8217;approfondimento completo, elaborato da SBA Italia, in tre puntate, a partire dalla prossima settimana!</p>
<p>&nbsp;</p></div>
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		<title>Edge Computing nell’edificio residenziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Rebecchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Sep 2023 12:42:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smart City]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sappiamo da tempo che gli edifici residenziali italiani, in quanto a dotazione digitale, soffrono di una grande arretratezza rispetto agli omologhi dei Paesi confinanti. Nonostante il Testo Unico dell’Edilizia, (par. 135bis) imponga in tutti gli edifici nuovi o ristrutturati l’installazione di una dorsale in fibra ottica, il famoso impianto multiservizio, la ridotta quantità di nuove [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sappiamo da tempo che gli edifici residenziali italiani, in quanto a dotazione digitale, soffrono di una grande arretratezza rispetto agli omologhi dei Paesi confinanti. Nonostante il <strong>Testo Unico dell’Edilizia</strong>, (par. 135bis) imponga in tutti gli edifici nuovi o ristrutturati l’installazione di una dorsale in fibra ottica, il famoso impianto multiservizio, la ridotta quantità di nuove costruzioni rende di fatto questa dotazione una rarità. Purtroppo, i servizi di risparmio e gestione dell’energia, cui siamo obbligati anche dalle direttive europee, non possono essere realizzati senza un’infrastruttura digitale al servizio dell’edificio, come è facile immaginare. Stesso discorso vale per altri servizi comuni al condominio: la videosorveglianza, la gestione della ricarica elettrica nel parcheggio comune, etc. In breve, senza infrastruttura distributiva non si possono offrire ai condomini le funzioni che all’estero stanno sviluppando un mercato ricchissimo, ma che da noi sono quasi sconosciute.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Per chiunque sia del mestiere, ma anche per molti che non lo sono, è del tutto evidente che, per gestire i dati e i comandi in un edificio, serva una rete che li muova da un punto all’altro della struttura. Una rete passiva però non basta per realizzare uno o più servizi per l’edificio e per chi vi risiede. Devono essere installati anche sensori e attuatori, in generale tutti i dispositivi che permettano di generare e utilizzare le informazioni che costituiscono l’essenza della funzione stessa. Per il videocontrollo, ad esempio, servono telecamere e dispositivi di visualizzazione e registrazione, tutti interconnessi dalla fibra ottica dell’impianto multiservizio.</h4>



<p>Ma ancora non basta. Dato che parliamo sostanzialmente di servizi di natura digitale, è ovvio che da qualche parte della struttura si debba prevedere l’esistenza di qualche apparato dotato di capacità computazionali, nel quale ‘giri’ <strong>il programma di</strong> <strong>gestione della specifica funzione</strong>. Qualche anno fa, quando molti erano pervasi dal sacro furore dei <em>cloud</em>, qualcuno era arrivato a teorizzare che si potesse gestire un edificio con un insieme di dispositivi locali, di tipo IoT, collegati a un unico elemento gestionale remoto, posto appunto nel cloud. Quanto allora si sbagliassero, è oggi evidente: a parte ogni considerazione sull’opportunità di lasciare la gestione di casa propria a qualche azienda situata in paesi remoti, capace oltretutto di chiudere il <strong>cloud </strong>da un momento all’altro, è chiaro che la gestione dei processi in tempo reale e il trattamento dei dati di casa mia devono essere eseguiti localmente, per una serie di ragioni che non starò ad elencare ma che è facile immaginare. Per fare un esempio, nessuno sarebbe così pazzo da gestire la frenata di un’automobile elaborando su di un cloud i dati che provengono dal pedale del freno.</p>



<p>Per ovviare a queste situazioni, i produttori di sistemi professionali per l’installazione nell’edificio ricorrono a <strong>dispositivi computazionali che si installano localmente</strong>, di solito al confine logico tra rete dati pubblica e infrastruttura digitale del building stesso. Per tale motivo sono spesso definiti come “edge computer”. C’è però un problema. Questi dispositivi sono specifici all’azienda che li propone e ai servizi che offre: più servizi di aziende diverse, più scatolette, e questo rende le cose complicate. Non solo il costo globale aumenta, ma anche l’integrazione tra servizi diversi diventa difficoltoso; inoltre l’occupazione degli spazi installativi, ridottissimi soprattutto negli edifici più datati, diventa un vero limite.</p>



<p>Una soluzione a tutti questi problemi comunque c’è, ed è anche semplice ed economica. L’idea che <strong>SBA Italia</strong> sta studiando, con l’aiuto di esperti propri, dell’<strong>ANIE </strong>e del <strong>CEI</strong>, consiste nella standardizzazione di un edge computer dedicato all’installazione nell’edificio, capace di eseguire più programmi simultaneamente. In questo modo basterebbe un solo dispositivo per tutte le applicazioni comuni, con gli ovvi risparmi di costo, tempo di installazione, spazi. Avere tutti i servizi di interesse all’interno di un unico dispositivo renderebbe ovviamente più semplice e l’interoperabilità tra di essi. La standardizzazione servirebbe a rendere aperta questa architettura a qualunque azienda o ente che volesse sviluppare un servizio nuovo. Dal punto di vista dell’utente, sia esso un condomino o l’amministratore stesso, l’acquisto di un nuovo servizio comporterebbe il download e l’installazione di un programma nell’edge computer, proprio come oggi si scaricano le ‘app’ su di uno smartphone.</p>



<p>Ovviamente questo dispositivo, di uso generale, dovrebbe offrire delle risorse abbastanza ‘generose’ in termini di potenza di calcolo e di memoria, in modo da ospitare agevolmente più processi concorrenti. I servizi di cui normalmente si parla per l’edificio non sono però particolarmente esigenti, e i dati dei sensori non sono una gran mole, forse con l’eccezione delle telecamere di videosorveglianza. Teniamo conto però che i processori oggi usati, ad esempio, nei telefonini, e la memoria di cui è dotato uno smartphone anche di bassa gamma, sono più che sufficienti per la maggior parte di queste applicazioni. Si dovrà anche definire il sistema operativo e le API standard per l’accesso alle risorse dell’edge computer, ma non è un gran problema. La scelta tra le soluzioni già esistenti è davvero ampia.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Chiunque fosse interessato a contribuire a questo progetto innovativo e potenzialmente importante per il Paese, è benvenuto in Smart Buildings Alliance Italia, che ha attivato il WG1 Architetture coordinato dal sottoscritto, e può prendere contatti con la nostra segreteria.</h4>
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		<title>Sul digitale siamo attivi</title>
		<link>https://smartbuildingsalliance.it/sul-digitale-siamo-attivi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Rebecchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2023 07:16:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smart City]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono due mercati&#160; della connessione. Quando parliamo di digitalizzazione, dimentichiamo spesso che la tecnologia non è uno scopo ma solo un mezzo, un fattore abilitante. L’obiettivo è ovviamente portare dei servizi all’individuo e alla società. Siamo talmente abituati a usare il gergo dei provider che pensiamo che il “servizio” sia per antonomasia il servizio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Ci sono due mercati&nbsp; della connessione.</strong></p>



<p>Quando parliamo di digitalizzazione, dimentichiamo spesso che la tecnologia non è uno scopo ma solo un mezzo, un fattore abilitante. L’obiettivo è ovviamente portare dei servizi all’individuo e alla società. Siamo talmente abituati a usare il gergo dei provider che pensiamo che il “servizio” sia per antonomasia il servizio telefonico, o la connessione ad internet. Ma non è così, i servizi reali, quelli che creano valore per gli uomini e per il mercato, stanno a un livello più alto. Per citarne alcuni: la gestione dell’energia; la sicurezza; la sanità a domicilio e via discorrendo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Vedendo l’argomento con quest’ottica, anche la tipologia di connessione può essere suddivisa in due grandi categorie:</h3>



<ul class="wp-block-list"><li>la prima riguarda la connessione degli individui e, dato che le persone sono mobili, il mezzo di comunicazione è principalmente in radiofrequenza. In Italia, semplificando, abbiamo 60 milioni di individui connessi, un mercato già maturo che, per ogni operatore, non può che ridursi all’ingresso di un nuovo concorrente;</li><li>la seconda riguarda invece la connessione di aggregazioni di utenti, o utenti fissi non umani. Si parla principalmente di edifici, con particolare attenzione, ma non solo, a quelli di tipo residenziale collettivo. Questo mercato è pochissimo sviluppato in Italia ma, in altri paesi, si sta sviluppando enormemente e genera grandi profitti. Si pensi che funzioni come le comunità energetiche, o la ricarica condominiale dei veicoli elettrici, o i sistemi di sorveglianza collettiva usano proprio questo tipo di connessione.</li></ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il requisito fondamentale è che l’edificio sia connesso.</strong></h3>



<p>Chiaramente, per abilitare queste funzioni di tipo principalmente legato alle strutture abitative, veri hub di servizi, è necessario che l’edificio abbia un impianto tutto suo, indipendente da quello degli individui. Una legge del 2014 (legge 164), poi raccolta da Testo Unico pe l’Edilizia (art. 135 bis), stabilisce l’obbligatorietà di una infrastruttura in fibra ottica passiva, cosiddetta ‘impianto multiservizio’, per sottolineare la generalità della funzione e la sua capacità di fornire supporto a servizi attuali e futuri. Il CEI ha pubblicato una guida, la CEI 306-2 citata dal suddetto TU, che spiega in dettaglio come si progetta questo impianto. L’obbligatorietà è prevista sempre per gli edifici nuovi, per quelli esistenti nel caso di un progetto da depositare. L’obbligo non è discutibile né aggirabile, il progetto dell’impianto va depositato nel SINFI, il catasto degli impianti, e il Tecnico Comunale deve accertarne la realizzazione, pena l’invalidazione dell’agibilità dell’edificio.</p>



<p>Più che sull’aspetto coercitivo, vorrei però richiamare l’attenzione sulla funzionalità, l’efficienza e la semplificazione che l’impianto multiservizio rappresenta, in quanto esso sostituisce una pletora di cablaggi separati costosi, ingombranti e difficili da manutenere: distribuzione del segnale televisivo (le antenne sui tetti sostituite da un unico ricevitore collettivo, senza cavi coassiali sulle facciate!); distribuzione del sistema di controllo accessi (videocitofono); distribuzione di telefonia ed internet (anche da operatori diversi) etc. etc.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I soldi per l’impianto multiservizio ci sono già.</strong></h3>



<p>Quando la Comunità Europea ha varato il progetto Digital Compass, lo scopo era ovviamente l’abilitazione, tramite la tecnologia digitale, dei servizi e della competitività delle nostre attività, non della semplice connessione in quanto tale. L’importanza di questi servizi ci è divenuta immediatamente chiara con il COVID, quando siamo stati obbligati a lavorare e studiare da casa, o a fruire dei servizi pubblici senza muoverci dall’edificio. Ma anche l’edificio stesso comincia ad usare servizi, per esempio quando si tratta di produrre energia, o di applicare delle politiche locali di gestione e di risparmio.</p>



<p>Se ne conclude che, per un ampio sviluppo di queste applicazioni, tale approccio infrastrutturale si deve estendere non solo agli edifici nuovi (1% del mercato) o ristrutturati (&lt;1%) ma anche a quelli vecchi. In Italia gli edifici costruiti prima del 1975 rappresentano il 70% del patrimonio immobiliare.</p>



<p>Forti di questi numeri, possiamo trarre una conclusione: questi edifici costruiti secondo criteri obsoleti necessitano del rifacimento delle montanti elettriche, ormai ampiamente insufficienti per autoproduzione energetica, ricarica, condizionamento dell’aria, pompe di calore elettriche e via dicendo. Per questi adeguamenti si accantonano in bolletta dei fondi, da diversi decenni. Sulla base di questo fatto ARERA ha disposto una raccomandazione, a favore del rifacimento delle montanti ‘vetuste’, utilizzando questi fondi.</p>



<p>La nostra raccomandazione è quindi di fare i due interventi insieme: montante elettrica nuova e impianto multiservizio in fibra ottica, utilizzando i fondi disponibili da anni e anni per il rinnovo della parte energetica. Quello che costa è il cantiere, i permessi, gli spazi etc. Non sono certo i pochi euro della fibra ottica a fare la differenza. Stimiamo il costo finale del solo multiservizio in fibra in circa 300-350 euro per appartamento servito.</p>



<p><strong>Se ci sono servizi condivisi, serve una capacità di calcolo.</strong></p>



<p>Quando si parla di servizi locali, si parla di capacità di computazione locale. La gestione della priorità di ricarica dei veicoli elettrici nel parcheggio condominiale implica che ci sia, in qualche luogo delle parti comuni dell’edificio, una scatola in cui una unità di calcolo legga dei sensori, prenda delle decisioni e abiliti degli attuatori, fornendo poi dei rendiconti dell’attività svolta. Spesso si fa riferimento a questi oggetti con il termine di ‘edge computer’, dato che di solito si installano al confine tra la rete pubblica e quella a valle. Quindi un edge computer condominiale si connette all’impianto multiservizio, con la capacità di colloquiare con la rete pubblica, i sensori, gli attuatori e gli altri apparati condominiali, ed eventualmente con i singoli appartamenti. Allo stesso modo, un edge computer che supporta i servizi per un solo condomino, andrà installato a casa di quest’ultimo, ma in diretta comunicazione con l’impianto multiservizio.</p>



<p><strong>Un edge computer per molti servizi.</strong></p>



<p>Sullo smartphone abbiamo installate molte app, che vengono eseguite anche in parallelo. Nessuno penserebbe di avere un telefonino per eseguire una sola app, non sarebbe il massimo del risparmio e avremmo bisogno di tasche enormi. Allo stesso modo è bene che gli edge computer residenziali siano usati per tutti i servizi attuali e futuri, risparmiando spazio, costi e consumi, soprattutto negli edifici vetusti dove lo spazio non è stato previsto.</p>



<p>Per poter usare lo stesso computer per eseguire servizi diversi, bisogna però standardizzarlo, sia nelle risorse hardware che in quelle software. In questo modo chi sviluppa un servizio, una app per l’edge computer, sa come sviluppare il programma e come comunicare. Questo elemento è fondamentale: vogliamo che molte aziende competano per sviluppare servizi per i cittadini, distribuendo gli investimenti su milioni d’utenti e quindi garantendo prezzi bassi e remunerazione. Anche la qualità di un prodotto industriale è migliore e più controllata rispetto a un prodotto ad hoc, inevitabilmente più caro e meno verificato. Questi apparati possono essere oggetto di finanziamenti, in quanto parte essenziale dell’impianto e dei servizi che contribuiranno a gestire.</p>



<p>Per tutti questi motivi Smart Buildings Alliance Italia ha deciso di aprire un gruppo di lavoro sulla standardizzazione dell’edge computer per applicazioni residenziali. Invitiamo chiunque sia interessato a contribuire a questo importante avanzamento per il Paese, a raggiungerci in associazione e a contribuire ai lavori con la propria competenza.</p>



<p><strong>Ing. Ernesto Santini</strong>, vicepresidente Smart Buildings Alliance Italia</p>
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		<title>La qualità dell’aria non è un optional</title>
		<link>https://smartbuildingsalliance.it/la-qualita-dellaria-non-e-un-optional/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Rebecchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jun 2023 09:45:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smart City]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><!-- divi:paragraph -->
<p><em>di Andrea Lanna – Board Member di Smart Building Alliance for Smart Cities</em></p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Quando ci viene chiesto di pensare alla qualità dell’aria all’interno delle scuole, a molti verranno in mente ricordi del periodo adolescenziale quando il docente della nuova ora entrava in classe e chiedeva di aprire porte e finestre per “<strong>far cambiare l’aria</strong>”. Purtroppo, è una situazione che gran parte degli attuali studenti ancora subiscono. È difficile trovare dati accurati su quanti istituti in Italia hanno sistemi di gestione dell’aria, sicuramente, basandoci sugli articoli usciti sulla stampa nazionale e considerando che oltre il 40% delle scuole italiane è stato costruito prima degli anni ’60 (rapporto RAEE 2017), non si fa difficoltà a credere che parliamo di poche centinaia di edifici. La pandemia da <strong>COVID-19 </strong>sicuramente ha aumentato l’importanza di investimenti strutturali sull’impiantistica degli istituti scolasti. Con il decreto del 23/06/2022 il Governo ha definito delle prime linee guida per una corretta gestione della qualità dell’aria indoor e stanziato le prime dotazioni per investimenti in questa direzione. Ma andiamo per passi.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:heading {"level":1} -->
<h1>Quali sono gli inquinanti in una scuola?</h1>
<!-- /divi:heading -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Conosciamo abbastanza le cause di inquinamento ambientale <em>outdoor</em>, come l’alta concentrazione di veicoli a combustione, i siti produttivi, la combustione e gli allevamenti intensivi, mentre conosciamo un po’ meno le sorgenti <em>indoor</em>. Mediamente, come riporta l&#8217;<strong><a href="https://www.epa.gov/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">EPA</a></strong>, la qualità dell’aria indoor è 5-7 volte peggiore di uno spazio aperto e sono spazi dove noi viviamo per più del 90% della nostra vita. La scuola è uno di questi. Le principali cause di inquinamento in una scuola sono i materiali costruttivi (molti ricorderanno il periodo della costruzione con l’amianto), l’arredo scolastico, stampanti, prodotti di pulizie, profumatori e materiale didattico (come colle, pennarelli e gessetti) e, non per ultimo, noi esseri umani. Già, infatti, se i primi rilasciano continuamente in ambiente agenti chimici e fisici come formaldeide, composti organici volati e particolato, gli alunni e i docenti sono anche i principali responsabili dell’alta concentrazione sia di anidrite carbonica sia della diffusione di agenti biologici, come virus, batteri e funghi. Tutto ciò avviene in via completamente involontaria. Come in tutti gli altri ambienti <em>indoor</em> come le nostre case, palestre e uffici, solo perché respiriamo o perché proveniamo da un ambiente esterno produciamo e portiamo con noi anche altre componenti che influiscono negativamente sulla qualità dell’aria.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:heading {"level":1} -->
<h1>Cosa si può fare per migliorare il confort e la sicurezza di una scuola?</h1>
<!-- /divi:heading -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Distinguiamo quattro principali fattori che determinano la qualità dell’aria <em>indoor</em>. Il primo, più noto a tutti, è il <em>confort termico</em>. La gestione di questo indicatore avviene mediante la regolazione degli impianti <strong>HVAC</strong>, impostando temperature e umidità come da direttive ministeriali e linee guida (19°C inverno, 27°C estate, 40-60% umidità relativa).</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Il secondo parametro è la <em><strong>diluizione</strong></em>, ovvero la capacità dell’immobile e impianto di scambiare aria con l’esterno. Durante la pandemia ci è stato chiesto di mantenere sempre accesi gli impianti di ventilazione ma, come riportato da molti studi, questo potrebbe essere deleterio trasportando dall’esterno sia temperature più avverse che inquinanti. Parallelamente al decreto scuole, l’ISS ha rilasciato anche un altro documento tecnico sul monitoraggio della Anidrite Carbonica (CO<sub>2</sub>) per ridurre i contagi da COVID-19. La CO<sub>2</sub>, di per sé, non è una componente particolarmente dannosa per l’uomo, ma allo stesso tempo è un indice di quanta l’aria in un ambiente indoor è salubre o, in altre parole, un indice di probabilità che agenti biologici possono circolare ed essere trasmessi tra una persona ed un’altra. Una corretta areazione oltre alla riduzione della contaminazione da virus e batteri, può impattare positivamente anche sulle <em>performance</em> del personale scolastico e degli studenti come dimostra lo studio di Berkeley, 2011.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Terzo fattore è la <em><strong>filtrazione</strong></em>. Questa capacità è data essenzialmente dai sistemi di ventilazione o altri sistemi di depurazione in grado di filtrare o eliminare componenti di inquinamento come particolato e composti organici volatili.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Infine, l’ultimo, è la <em><strong>sanificazione</strong></em>. Ovvero la capacità degli impianti di sanificare l’aria da agenti biologici. Sebbene tutti i precedenti indicatori possano essere monitorati con sistemi digitali di rilevazione digitale, la conta di colonie batteriche, virulente e fungine richiede sempre campionamenti e analisi di laboratorio.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:heading {"level":1} -->
<h1>Cosa c’è realmente nelle nostre scuole?</h1>
<!-- /divi:heading -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Un recente studio condotto e messo a disposizione per l’articolo da un associato di <strong>Smart Building Alliance</strong> e condotto su alcune istituti formativi in cui sono stati monitorare gli agenti fisici, chimici e biologici durante l’utilizzo degli spazi educativi. Nello studio condotto, ha registrato mediamente i seguenti dati.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:table -->
<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Ag. Chimici</td><td>valore (media 2 h)</td></tr><tr><td>CO<sub>2</sub></td><td>2,146 ppm</td></tr><tr><td>PM<sub>1</sub></td><td>12 µg/m<sup>3</sup></td></tr><tr><td>PM<sub>2,5</sub></td><td>16 µg/m<sup>3</sup></td></tr><tr><td>PM<sub>10</sub></td><td>24 µg/m<sup>3</sup></td></tr><tr><td>COV</td><td>306 (indice COV)</td></tr><tr><td>Formaldeide</td><td>0,25 µg/m<sup>3</sup></td></tr></tbody></table></figure>
<!-- /divi:table -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Questo studio pilota ha dimostrato come sistemi di monitoraggio e purificazione dell’aria siano necessari per garantire un ambiente salutare soprattutto per i bambini, che sono quelli maggiormente impattati dall’inquinamento sia per quanto riguarda lo sviluppo del corpo che per l’apprendimento e rendimento. I dati così come presentati possono apparire come molto preoccupanti. La buona notizia è che, oggigiorno, disponiamo della tecnologia per il monitoraggio e il miglioramento della qualità dell’aria anche su edifici esistenti.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:heading {"level":1} -->
<h1>Smart Building e sostenibilità</h1>
<!-- /divi:heading -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>I contributi definiti dal governo per investimenti strutturali possono permettere alle scuole di fare il passaggio a veri e propri <strong>Smart Building</strong> più sicuri ed energeticamente efficienti. Una scuola pensata o aggiornata in quest’ottica, è in grado di regolare ad esempio le VMC in maniera intelligente sulla base dei parametri di IAQ registrati; cosa che permetterebbe di avere, allo stesso tempo, una migliore salubrità ad un costo energetico minore. Perché scambiare aria con l’esterno quando la qualità dell’aria <em>indoor</em> è buona, è un orario di punta del traffico e il delta termico con l’esterno è elevato?</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Il mercato offre continuamente nuove tecnologie per il monitoraggio della qualità dell’aria e sistemi di purificatori/ventilazione decentralizzata che possono essere un’ottima soluzione anche per quegli edifici di costruzione più lontana e con vincoli architetturali importanti. Il decreto richiama anche l’attenzione sulla sostenibilità ambientale. Se da una parte le tecnologie distribuite permettono di adeguare gli edifici senza dover sostenere trasformazioni invasive della struttura, d’altra parte vediamo emergere nuovi sistemi di filtrazione e sanificazione che vanno oltre i tradizionali filtri meccanici e che, quindi, non sono più causa di generazione di rifiuti non riciclabili.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Ma tutte queste soluzioni possono essere efficaci se connesse ad un unico sistema di gestione e con una maggiore consapevolezza dell’importanza della qualità dell’aria indoor.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Leggi l&#8217;intero articolo sul magazine di maggio di SMART BUILDING ITALIA: <strong><a href="https://www.smartbuildingitalia.it/magazine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.smartbuildingitalia.it/magazine/</a></strong></p>
<!-- /divi:paragraph --></div>
			</div>
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		<title>SmartCity Now 2023</title>
		<link>https://smartbuildingsalliance.it/smartcity-now-2023/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Rebecchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jun 2023 09:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smart City]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><!-- divi:heading --></p>
<h2>Smart Buildings Alliance Italia all’evento del 20 giugno</h2>
<p><!-- /divi:heading --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->L’evento SmartCity Now 2023 è gratuito e su invito e si svolgerà il <strong>20 Giugno 2023</strong> alla <strong>Social Innovation Academy</strong> @<strong>MIND</strong> Milano Innovation District.<br />Ad organizzare la manifestazione è la <strong>Fondazione Cluster Tecnologie per le Smart Cities &amp; Communities Lombardia</strong> ha l’obiettivo di riunire imprese, centri di ricerca e stakeholder che hanno le competenze e le risorse per promuovere e agevolare la ricerca a sostegno dell’innovazione, al fine di progettare, sviluppare e realizzare le più avanzate soluzioni tecnologiche per la gestione integrata di sistemi su scala urbana e metropolitana (con riferimento particolare, ma non esclusivo a: energie rinnovabili e efficienza energetica, sicurezza e monitoraggio del territorio, mobilità, salute, benessere, e-government e giustizia, istruzione e formazione, beni culturali e turismo).</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:heading --></p>
<h2>IL PROGRAMMA DELL’EVENTO SMARTCITYNOW 2023</h2>
<p><!-- /divi:heading --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Ore 9:15 – 10:00</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><strong>Saluti istituzionali ed apertura lavori</strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Ore 10:00 – 11:00</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><strong>TAVOLA ROTONDA – Il PNRR come acceleratore per le Smart City. Qual è lo stato dell’arte?</strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->L’impatto economico del PNRR sui comuni italiani per la trasformazione digitale della PA è notevole. Misure importanti che riguardano il restyling dei siti, le piattaforme nazionali (App Io, Spid, Anpr, PagoPA), l’attuazione dell’interoperabilità, l’utilizzo di servizi Cloud. Sono misure da più di 2 miliardi di euro destinati alle amministrazioni comunali, una situazione non usuale che nel convegno andremo a esaminare con alcuni rappresentanti delle amministrazioni locali.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Ore 10:00 – 11:00</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><strong>Water Management: digitalizzazione e gestione intelligente della risorsa idrica</strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Le nuove opportunità digitali disponibili rappresentano un elemento fondamentale per sviluppare servizi idrici evoluti, che hanno l’obiettivo di massimizzare l’uso efficiente della risorsa – monitorando i consumi e le dispersioni – e di aumentare la resilienza generale dei sistemi.<strong><br /></strong>Dal controllo quali-quantitativo dei flussi nelle reti di distribuzione al monitoraggio strutturale dei grandi collettori, dall’automazione dei processi impiantistici alla raccolta a distanza e gestioni dei dati, tutto concorre ad assicurare una sempre maggiore capacità di gestione, individuando i problemi sul nascere evitando sprechi e malfunzionamenti, riducendo gli impatti sull’ambiente.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Ore 11:30 – 13:00</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><strong>Energia: come guidare la transizione verso città sostenibili, efficienti e circolari</strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Sostenibilità ESG è la parola d’ordine per le <em>next generation cities</em>: dall’efficientamento alle comunità energetiche, quali sono gli strumenti per rendere più sostenibili i nostri territori?  Gli aumenti nel costo dell’energia mettono ancora più in luce la necessità di efficientare i sistemi esistenti ed incrementare l’utilizzo di risorse sostenibili. Progetti di Smart City, in particolare di smart building, rientrano anche nei fondi stanziati per l’efficienza energetica e la riqualificazione di edifici pubblici come scuole, sedi giudiziarie e unità abitative pubbliche, in cui tecnologie IoT e di Smart Metering saranno impiegate per ridurre i relativi consumi energetici.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Ore 11:30 – 13:00</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><strong>Servizi di Earth Observation, l’opportunità arriva dallo spazio</strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Lo studio e il monitoraggio del territorio grazie alle tecnologie satellitari si rivela uno strumento di grande utilità sotto molteplici punti di vista. Una combinazione virtuosa tra tecnologie spaziali e le più avanzate tecnologie digitali, quali IoT e AI, consente di fornire informazioni utili per la gestione urbana e dei territori, la prevenzione e risposta alle emergenze, l’agricoltura, la pesca, ma anche per analizzare gli effetti dei cambiamenti climatici e pianificare azioni di contrasto a salvaguardia dell’ambiente.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->I satelliti che svolgono funzioni di EO sono in grado di raccogliere i dati tramite tecnologie molto sofisticate e con grande precisione. Sono grado di vedere in profondità, di misurare livelli, rilevare temperature, tracciare mappe, riconoscere sostanze, individuando quindi ciò che ad occhio nudo non si vede, come ad esempio le fughe di gas dei metanodotti o le dispersioni idriche sotterranee degli acquedotti.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->La sessione esamina alcune casistiche di utilizzo dei servizi satellitari, individuando le possibili opportunità di supporto alla gestione dei territori.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><em>(sessione in definizione)</em></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Ore 14:30 – 15:30</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><strong>La nuova mobilità urbana: sostenibile, intermodale e inclusiva</strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->La realizzazione della Smart City comporta un utilizzo sempre più consapevole, efficiente e intelligente della mobilità. Nuove forme di mobilità emergono e richiedono adattamenti: viabilità, aree di sosta, trasporto pubblico, servizi di mobilità condivisa, micromobilità ecc.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Si impongono ad esempio interventi per lo sviluppo del trasporto pubblico locale più sostenibile, col rafforzamento della mobilità ciclistica, del trasporto rapido di massa e delle infrastrutture di ricarica elettrica.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Ore 15:30 – 16:30</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><strong>Un approccio data-driven per territori più resilienti</strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->La conoscenza del territorio è alla base di decisioni più consapevoli i cui effetti siano misurabili e condivisi. La capacità di gestire le informazioni dipende dalle tecnologie per raccogliere i dati, dalla disponibilità di dati aperti e facilmente accessibili e dalla capacità di interpretarli e quindi usarli.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Varie sono le modalità di valorizzazione dei dati derivanti da progetti di smart city, utili sia agli enti pubblici che agli attori privati: l’ottimizzazione dei processi, il supporto alla definizione di politiche pubbliche e la monetizzazione di prodotti e servizi.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Ore 15:30 – 16:30</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><strong>Digital Twin e Artificial Intelligence: gli strumenti delle amministrazioni smart?</strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Nella pianificazione delle Smart Cities, uni strumento di crescente interesse è rappresentato dal Digital Twin, ovvero un gemello digitale di parte o di tutta l’area urbana. Una copia virtuale della città fisica, per consentire a chi amministra e pianifica una città di verificare e monitorare gli effetti di eventuali cambiamenti, prima che abbiano effettivamente luogo. Per questo per il monitoraggio e l’analisi sempre più le amministrazioni si dotano di Smart Control Room e di Dashboard che permettono di capire in tempo reale o su base storica gli andamenti e i picchi di consumo o utilizzo, per decidere così gli interventi più efficaci e meno costosi.  Esaminiamo quali sono le caratteristiche di questi sistemi e casi reali di utilizzo.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Ore 16:30 – 17:30</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><strong>Comunità Energetiche Rinnovabili: un fenomeno transitorio oppure una trasformazione permanente?</strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Le CER sono un soggetto giuridico i cui membri sono persone fisiche, PMI o autorità locali – comprese le realtà del terzo settore e le amministrazioni comunali – il cui obiettivo principale è fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità ai membri o alle aree locali in cui opera tramite la condivisione dell’energia prodotta da impianti rinnovabili.<strong><br /></strong>Molte aspettative stanno nascendo intorno alle opportunità che le infrastrutture energetiche digitalizzate offrono nella direzione dell’economia circolare e di una maggiore sostenibilità e risparmio. Da fenomeno spinto da incentivi economici, lo sviluppo del CER sta diventando una trasformazione permanente nelle modalità di produzione e consumo consapevole dell’energia.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Quali sono le parti coinvolte nel nuovo ecosistema CER, quali le modalità di realizzazione e i progetti avviati?</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Ore 16:30 – 17:30</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><strong>Video-analisi </strong><em>&amp;</em><strong> Artificial Intelligence per ottimizzare la qualità dei servizi ai cittadini</strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->L’intelligenza artificiale utilizzata nell’analisi video offre risposte concrete a quelle che sono le esigenze più sentite dalle amministrazioni locali, in particolare:</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:list --></p>
<ul>
<li>Sicurezza e monitoraggio del territorio: protezione da furti/vandalismo, controllo rifiuti, gestione piazze (assembramenti), parchi pubblici</li>
<li>Strade e parcheggi: analisi occupazione parcheggi, conteggio veicoli, viabilità, flussi di traffico</li>
<li>Illuminazione: statistiche sui flussi di persone per modulare l’illuminazione e realizzare un risparmio</li>
</ul>
<p><!-- /divi:list --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Nella sessione verranno discusse le sfide complesse che le tecnologie di video-analisi comportano sia dal punto di vista sia tecnologico, sia di tutela della privacy, così come le opportunità di miglioramento della qualità della vita dei cittadini.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Per maggiori informazioni: <a href="https://www.smartcitynow.it/">www.smartcitynow.it/</a></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>

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		<title>ITALIANI E CONNESSIONE: POCA CONOSCENZA DELLA TECNOLOGIA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Rebecchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2023 07:10:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smart City]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><!-- divi:heading --></p>
<h2>Secondo le recenti rilevazioni emerse da una ricerca commissionata da Virgin Fibra, la scelta delle connessioni a banda ultralarga vede la maggior parte dei cittadini non capaci di percepire i livelli di performance offerti dalla fibra “pura” e da quella misto rame.</h2>
<p><!-- divi:paragraph -->E se pensiamo che per il 72% stabilità e velocità sono le due caratteristiche indicate come prioritarie mentre per il 58% resta il prezzo il fattore determinante, siamo di fronte ad un paradosso.</p>
<p>L’<strong>indagine firmata da Toluna per Virgin Fibra</strong>, fa emergere che, tra chi ha<strong> una connessione in fibra, 7 utenti su 102 hanno in realtà una connessione mista rame oppure non hanno idea di quale tipo di connessione si tratti.</strong><br />Chiaro è, dunque, che molti italiani ancora non conoscono <strong>la differenza tra “fibra mista”</strong> –al più vicino “armadio stradale” (<strong>Fttc</strong> – Fiber To The Cabinet) e con l’ultimo miglio di rame –<strong> e “fibra pura”</strong> – fino a casa (la cosiddetta <strong>Ftth</strong> – Fiber To The Home) con maggiore velocità, stabilità e sostenibilità.</p>
<p>Inoltre, s<strong>olo 3,2 milioni di utenti sono liberi dal rame</strong>, e hanno scelto la fibra pura per la loro connessione internet, contro i 14 milioni totali che utilizzano ancora la banda larga con connessione mista rame (10,3 milioni) oppure una connessione <strong>Adsl</strong> (3,3 milioni), ancora interamente in rame.</p>
<p>Altro dato utile è que<strong>74% degli intervistati non soddisfatto del proprio provider attuale: oltre l’80% passerebbe alla connessione “copper-free”</strong>, ad esempio per la velocità di navigazione (63%), la stabilità della connessione (55%), la possibilità di avere più device e persone connesse allo stesso tempo senza rallentamenti (37%), uno streaming video in alta qualità senza interruzioni (37%), la copertura totale della casa (38%) e la possibilità di lavorare in smart working senza problemi di connessione (25%).</p>
<p> <!-- divi:paragraph -->A commento <strong>Tom Mockridge, ceo di Virgin Fibra</strong>:</p>
<blockquote class="wp-block-quote">
<p>“I dati della survey commissionata a Toluna mostrano che il mercato italiano è ancora dominato dalle connessioni Adsl e Fttc, ma che il sentiment tra i consumatori evidenzia uno<strong> scontento generale nei confronti delle connessioni lente e non performanti</strong>, con una propensione elevata a passare alla fibra pura senza rame, dove disponibile, per avere una connessione più veloce e stabile. <strong>La connessione Ftth, almeno 5 volte più veloce rispetto a quella Fttc, rappresenta così la soluzione a questo problema</strong>, permettendo di avere molta più banda per fare molteplici operazioni di complessità e qualità superiore, come lo streaming di contenuti, il gaming o lo smartworking, contemporaneamente”<strong>.</strong></p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- /divi:quote --></p></div>
			</div>
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			</div>
				
				
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			</div></p>
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		<title>Smart building: dall’infrastruttura ai servizi</title>
		<link>https://smartbuildingsalliance.it/1200-2/</link>
					<comments>https://smartbuildingsalliance.it/1200-2/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Bassan]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2022 08:44:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smart City]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><h2>Appuntamento giovedì 17 novembre nel pomeriggio a Torino con il convegno sugli edifici intelligenti</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell’ambito della Manifestazione<span> </span><strong>RESTRUCTURA</strong>, in programma a Torino dal 17 al 19 novembre, appuntamento con il workshop “<strong><em>Smart building: dall’Infrastruttura</em><span> </span>ai servizi</strong>”, in programma presso<span> </span><strong>LINGOTTO FIERE<span> </span></strong>giovedì<strong><span> </span>17 novembre dalle 14 alle 16<span> </span></strong>e realizzato in collaborazione con<span> </span><a href="http://www.smartbuildingitalia.it/" target="_blank" rel="noopener">Smart Building Italia</a><span> </span>e<span> </span><a href="https://smartbuildingsalliance.it/" target="_blank" rel="noopener">Smart Buildings Alliance Italia</a>.</p>
<p>Il workshop svilupperà la tematica dell’edificio intelligente e della sua evoluzione e sarà moderato da<span> </span><a href="https://www.smartbuildingitalia.it/category/opinione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Luca Baldin</strong></a><span> </span>che parlerà del mercato degli<span> </span><strong>edifici smart</strong>.</p>
<p>Seguiranno gli interventi di<span> </span><strong>Ernesto Santini</strong><span> </span>(Vicepresidente di Smart Buildings Alliance-Italia) con un’introduzione al concetto di<span> </span><em><strong>Ready to Service</strong></em>,<span> </span><strong>Domenico Venditti</strong><span> </span>(Apave Italia) sul sistema di certificazione R2S. E ancora, ospiti<span> </span><strong>Cristiana Burdino</strong><span> </span>(Operations Director CARL Berger-Levrault Italia) che rifletterà sul ruolo del facility manager e<span> </span><strong>Andrea Lanna</strong><span> </span>(General Manager Over Technologies) con lo speech “<em>Smart Building e indoor air quality per l’edificio del futuro</em>”.</p>
<p><a href="http://www.restructura.com/" target="_blank" rel="noopener">RESTRUCTURA</a><span> </span>è il salone dell’edilizia, del restauro e della ristrutturazione dedicato prevalentemente ad <strong>OPERATORI PROFESSIONALI</strong> del settore. Una manifestazione con un ricco palinsesto di eventi ed appuntamenti e 10.000 mq di area espositiva.<br />Registrati e partecipa qui:<span> </span><a href="https://www.restructura.com/30/accredito-visitatore">https://www.restructura.com/30/accredito-visitatore</a></p></div>
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		<title>Ue: energia al centro del PNRR</title>
		<link>https://smartbuildingsalliance.it/ue-energia-al-centro-del-pnrr/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Rebecchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2022 04:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smart City]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><!-- divi:heading --></p>
<h2>Il Parlamento europeo dato l’ok alla proposta della Commissione di inserire il RePowerEu nei Pnrr dei Paesi membri</h2>
<p><!-- /divi:heading --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Approvata la proposta della Commissione Europea che ruota attorno all’inserimento di <a href="https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal/repowereu-affordable-secure-and-sustainable-energy-europe_it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RePowerEu</a> nei Pnrr dei Paesi membri.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Un via libera da parte dell’Eurocamera al regolamento varato dall’esecutivo di Ursula von der Leyen che ha visto <strong>471 voti favorevoli, 90 contrari e 53 astenuti</strong>.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Il <strong>RePowerEu</strong> rappresenta il pacchetto di aiuti finanziari targati Ue volti ad aiutare gli Stati membri ad ammortizzare gli effetti dei rincari energetici seguiti allo scoppio della guerra in Ucraina.<br />Questo piano – che vale <strong>300 miliardi di euro</strong> in tutto – era stato presentato in primavera dalla Commissione europea, con un nuovo capitolo ad ottobre scorso quando i ministri dell’Economia e delle Finanze avevano concordato di inserire un <strong>nuovo capitolo</strong> squisitamente dedicato all’energia nei vari Pnrr egli stati membri, in modo da finanziare gli investimenti necessari per raggiungere l’autonomia energetica.<br />Un voto importante, dunque, che vede il Parlamento Europeo ottenere conferma della linea dettata dalla Commissione, nonché il <strong>mandato negoziale</strong> per i singoli governi sui piani da presentare a Bruxelles.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Il testo approvato ha due target: <strong>ridurre la dipendenza dei Paesi europei dal gas russo e accelerare la transizione energetica</strong>.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:quote --></p>
<blockquote class="wp-block-quote">
<p>«Il voto dimostra che siamo pronti a spendere ogni singolo centesimo dei nostri fondi europei per aiutare gli Stati membri ad affrontare la <strong>crisi energetica</strong>», ha commentato la presidente dell’Eurocamera Metsola.</p>
</blockquote>
<p><!-- /divi:quote --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->In questo modo, gli Stati membri dell’Ue potranno finanziare misure per volte al <strong>risparmio energetico</strong>, la produzione di energia pulita e la <strong>diversificazione</strong> <strong>delle fonti</strong>. Si tratterà inoltre di una misura che potrà essere usata dai governi nazionali per coprire i costi di misure e interventi programmati a partire dal febbraio 2022, dunque retroattiva.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><br />Due le novità rispetto al testo originariamente presentato<strong>.<br /></strong>Si parla in primis di<strong> collaborazione</strong>, laddovegli eurodeputati chiedono di destinare almeno il 35% delle misure contro il caro energia a progetti transnazionali, che coinvolgano cioè più Paesi Ue. E poi si parla del principio <strong><em>«do no significant harm»</em></strong>, cioè che i progetti finanziati con i fondi del RePowerEu non dovranno interferire con gli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti dell’Ue.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p></div>
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			</div></p>
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		<title>Quali architetture di sistema nell’edificio intelligente?</title>
		<link>https://smartbuildingsalliance.it/quali-architetture-di-sistema-nelledificio-intelligente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Rebecchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Aug 2022 01:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smart City]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><!-- divi:heading --></p>
<h2>Il Vicepresidente di Smart Buildings Alliance racconta uno dei focus del working group incentrato proprio sulla definizione delle architetture di sistema dell’edificio intelligente, della Smart City e della Smart Grid</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- /divi:heading --></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- divi:quote --></p>
<blockquote class="wp-block-quote">
<p>Il lavoro del WG1 “Architetture” è dedicato alla definizione delle architetture di sistema relativamente all&#8217;edificio intelligente, alla Smart City e alla Smart Grid. Quando si parla di questi soggetti, l&#8217;attenzione è stata quasi sempre concentrata sull&#8217;aspetto tecnologico, come se una loro definizione “ingegneristica” ne esaurisca la natura e lo scopo. In realtà tutto quello che facciamo, in sostanza l&#8217;obiettivo di Smart Buildings Alliance, consiste nella creazione delle condizioni per lo sviluppo, la manutenzione e l&#8217;evoluzione dei servizi per l&#8217;uomo e per la società, usando la tecnologia come fattore abilitante all&#8217;interno di un progetto più ampio, che richiede pertanto una visione altrettanto larga. Questa visione deve quindi contenere, oltre agli aspetti puramente tecnologici, anche la definizione di topologie di rete, geografie di sistema e dei loro importanti confini; l&#8217;identificazione della proprietà delle parti; chi è responsabile della prestazione dei servizi, dell&#8217;uso e della  manutenzione. Quando si parla di servizi, si parla anche di contratti: chi fa cosa e per chi, dove e fino a dove, quando e come, e la definizione di un&#8217;architettura globale di sistema contribuisce profondamente allo sviluppo corretto di questi elementi. In quest&#8217;ottica la tecnologia, se non un &#8216;male necessario&#8217;, è un fattore abilitante ma accessorio, sicuramente transitorio, dato che è legato a una rapida evoluzione. Sappiamo che appena si cerca di standardizzare una tecnologia, essa è già superata nel mercato. Detto in altri termini, morto un re tecnologico se ne fa un altro, ma il regno, cioè l&#8217;architettura, resta più a lungo, almeno fino a che mutano i fattori sociali, ambientali e culturali.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- /divi:quote --></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p><strong>Quali sono gli obiettivi a breve e lungo termine del vostro WG all’interno di Smart Buildings Alliance?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- divi:quote --></p>
<blockquote class="wp-block-quote">
<p>“Il WG1 lavora da circa un anno e in breve tempo ha già generato un primo importantissimo documento che influenza le attività delle altre commissioni di lavoro. In pratica abbiamo definito in termini di interfacce tecnologiche quali sono i confini di sistema tra parte pubblica, parte di proprietà condivisa (ad esempio il condominio) e parte privata. L&#8217;importanza di questo documento, accessibile liberamente sul sito di SBA Italia, risiede nel fatto che abbiamo fatto coincidere i confini di proprietà con i confini di responsabilità e con i confini tecnologici, rendendo così facile ed intuitiva la definizione di chi fa cosa e dove. In questo modo evitiamo completamente le molte ambiguità che sono nate in questi anni, soprattutto nel campo della comunicazione digitale; semplifichiamo le infrastrutture tecnologiche e ne riduciamo il costo; favoriamo le decisioni operative, che sono il vero motore del progresso sociale e materiale. Una società che non decide nulla si spegne. Gli obiettivi a lungo termine sono legati a questa consapevolezza: le architetture devono anzitutto ampliarsi, e ne terremo conto includendo i nuovi soggetti che si vengono a creare, come ad esempio il <strong>quartiere</strong>; gli <strong>aggregati urbani</strong>; le <strong>comunità</strong>; le <strong>grid energetiche</strong> di varia natura; i <strong>servizi</strong> centralizzati o delocalizzati per la persona o la società”.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- /divi:quote --></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p><strong>E quali i progetti che avete sviluppato di recente o che avete in cantiere per il prossimo futuro?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- divi:quote --></p>
<blockquote class="wp-block-quote">
<p>“A livello di WG1, ma anche a livello di SBA Italia, ci stiamo impegnando per <strong>favorire la realizzazione di due importanti obiettivi</strong>: la <strong>diffusione della <a href="https://smartbuildingsalliance.it/lavori/r2s-for-grids/">certificazione R2S</a></strong> (Ready to Service) che attesta la <em>connettibilità</em> dell&#8217;edificio e la sua interoperabilità con il mondo esterno; e l&#8217;utilizzo del <strong>rifacimento delle</strong> <strong><a href="https://smartbuildingsalliance.it/digitalizzare-litalia-si-parta-dal-rinnovo-degli-edifici-vetusti/">colonne montanti elettriche</a></strong> vetuste (edifici ante 1970) come opportunità per disporre in parallelo, nell&#8217;ambito dello stesso intervento, delle montanti digitali multiservizio in fibra ottica, risolvendo in modo efficiente e performante il problema della connessione dell’ultimo metro non solo per l&#8217;utente ma anche dell&#8217;edificio nel suo complesso. Le colonne montanti devono essere predisposte anche per rendere attuabile la gestione delle fonti rinnovabili e lo stoccaggio di energia, nell&#8217;ottica dell&#8217;autoconsumo e delle comunità energetiche. Inoltre questo intervento predispone i punti di distribuzione di tutte le utenze (luce acqua, gas, comunicazioni) sul confine appropriato, in funzione della proprietà e della responsabilità di esercizio”.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- /divi:quote --></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p><strong>Quanto</strong><strong> conta questo ambito di appartenenza nel contesto del grande scenario degli edifici intelligenti?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- divi:quote --></p>
<blockquote class="wp-block-quote">
<p>“SBA Italia è diventata, in poco più di un anno, un riferimento autorevole e attento alle evoluzioni tecnologiche e sociali non solo per i decisori pubblici o privati, ma anche per il semplice utente medio. C&#8217;è bisogno di qualcuno che, essendo esperto, parli a chi non è del mestiere in modo semplice e comprensibile, mostrando opportunità e rischi. Questo è particolarmente vero per l&#8217;edificio intelligente, che si sta avviando a diventare un hub di servizi verso la persona e verso la comunità. Bisogna comprendere che non possono esistere Smart City o Smart Grid se non ci sono Smart Building. La riqualificazione degli edifici esistenti in questa direzione non solo è obbligatoria, ma costituisce anche una grande opportunità per il rilancio del Paese”.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- /divi:quote --></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- divi:paragraph {"align":"right"} --></p>
<p class="has-text-align-right"><strong>Ernesto Santini</strong><br /><em>VicePresidente Smart Buildings Alliance e coordinatore WG1 Architetture</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></div>
			</div>
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			</div>
				
				
			</div></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La consultazione pubblica di Infratel sugli incentivi ai “verticali”: la posizione di Smart Buildings Alliance</title>
		<link>https://smartbuildingsalliance.it/la-consultazione-pubblica-di-infratel-sugli-incentivi-ai-verticali-la-posizione-di-smart-buildings-alliance/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Rebecchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 May 2022 10:01:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smart Buildings]]></category>
		<category><![CDATA[Smart City]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>The post <a href="https://smartbuildingsalliance.it/la-consultazione-pubblica-di-infratel-sugli-incentivi-ai-verticali-la-posizione-di-smart-buildings-alliance/">La consultazione pubblica di Infratel sugli incentivi ai “verticali”: la posizione di Smart Buildings Alliance</a> appeared first on <a href="https://smartbuildingsalliance.it">Smart Buildings Alliance for Smart Cities ETS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="et_pb_section et_pb_section_8 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><!-- divi:heading --></p>
<h2>Il 5 maggio il Comitato Banda Ultralarga (<a href="https://bandaultralarga.italia.it/strategia-bul/governance/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">COBUL</a>), ha approvato l’avvio di un nuovo piano di incentivazione alla domanda di connettività a banda ultralarga in favore di famiglie, imprese e scuole in tutte le aree del Paese</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- divi:paragraph -->Provvedimenti analoghi erano stati adottati nel novembre 2020, limitatamente alle famiglie meno abbienti prive di connettività performante (almeno 30 Mbit/sec) e, successivamente, il 1° marzo 2022, con le agevolazioni a piccole e medie imprese.</p>
<p><!-- divi:paragraph -->Va detto che soprattutto il primo provvedimento non ha sortito i risultati attesi, generando un “avanzo” significativo che oggi il Governo intende utilizzare con un provvedimento molto più aperto e generalizzato che quota ben <strong>407 milioni</strong> di euro.</p>
<p><!-- divi:paragraph -->Le ragioni di questi incentivi sono contenuti nel testo stesso messo a consultazione, dove si da evidenza, con i numeri forniti da Agcom, della situazione molto arretrata dell’Italia in materia di connessioni a banda ultralarga, con una percentuale di linee ad 1 Gbit/sec (ottenibile esclusivamente con tecnologia FTTH) con non superano il 12% del totale e con oltre 4 milioni di famiglie che continuano ad utilizzare una connettività di base inferiore ai 30 Mbit/sec che vanno a sommarsi a quelle che ancora non dispongono di nessuna connettività.</p>
<p><!-- divi:paragraph -->Alla luce di questi dati il Governo ha ritenuto, correttamente, di rilanciare la politica degli incentivi, sia aprendo gli stessi ad ogni famiglia italiana, senza distinzione di reddito o di area geografica, con un contributo corposo di 300 euro a nuova utenza ultralarga attivata sotto forma di sconto sul prezzo di attivazione, ma anche, e questa è una novità assoluta, aprendo la consultazione sulla possibilità di <strong>destinare parte delle risorse ai Condomini legalmente costituiti per rinnovare i propri impianti di telecomunicazioni</strong>, chiedendo il parere anche sulla possibilità di allineare gli edifici esistenti a quanto già previsto dal Testo Unico dell’Edilizia (art. 135 bis) per gli edifici nuovi e per quelli profondamente ristrutturati, ovvero di dotarli di <strong>impianti multiservizio</strong>, così come descritti dalla guida CEI 306-2.</p>
<p><strong>Smart Buildings Alliance</strong> ha preso parte alla consultazione articolando il suo pensiero e chiedendo, in aggiunta, un’audizione al fine di poterlo meglio articolare.</p>
<p><!-- divi:paragraph -->I punti cardine di quanto trasmesso ad Infratel sono anzitutto un pieno gradimento del fatto che, nell’ottica di incentivare la domanda di connettività in banda ultra larga, finalmente si sia pensato di destinare parte delle risorse anche all’ammodernamento delle infrastrutture d’edificio, che costituiscono, notoriamente, il vero collo do bottiglia della rete. L’aver inoltre indentificato i Condomini come beneficiari è foriero di sinergie e risparmi considerevoli. SBA ha infatti sottolineato che soltanto l’ammodernamento generalizzato delle montanti elettroniche potrà consentire il raggiungimento effettivo dell’obiettivo di una rete nazionale in modalità FTTH.</p>
<p>Nel merito della tipologia di impianto da adottare SBA ha evidenziato che, trattandosi di impianti condominiali, la scelta debba necessariamente ricadere sugli impianti multiservizio, perfettamente descritti dalla guida CEI 306-2, citata anche dalla normativa vigente (vedi nuovo art. 135 bis del TU dell’edilizia).</p>
<p><!-- divi:paragraph -->Sugli obiettivi minimi SBA, pur apprezzando l’idea di premiare qualsiasi upgrading delle connessioni, ha ritenuto di sottolineare l’esigenza di raggiungere quanto meno gli obiettivi minimi posti dall’unione Europea per il 2020, ovvero i 30Mbs per tutta la popolazione e i 100Mbs per il 50% della stessa. A tal fine l’incentivo dovrebbe concludersi soltanto al raggiungimento dell’obiettivo, anche grazie a rifinanziamenti.</p>
<p>Nel merito del contributo ai Condomini, SBA ha evidenziato come esso debba essere graduato in base al numero delle unità immobiliari e soprattutto non debba essere esteso agli edifici la cui licenza edilizia risulti successiva al 1° luglio 2015, dal momento che dopo quella data gli edifici dovevano essere dotati dell’impianto multiservizio per legge e la sua eventuale assenza costituisce oggi un illecito.</p>
<p><!-- divi:paragraph -->Infine, SBA, ha ritenuto di sottolineare in sede di consultazione il fatto che le norme vigenti indentificano nel tecnico abilitato ai sensi del DM 37/08 lettera b l’esecutore naturale di tali impianti e il certificatore ai sensi della regola dell’arte, cosa che ne farebbe, altrettanto naturalmente, il soggetto deputato a registrarli nel SINFI (catasto delle infrastrutture). Tutto ciò per segnalare che appare perciò singolare che la recente revisione dell’art. 135bis del TU dell’edilizia imputi tale responsabilità ai tecnici delle amministrazioni comunali, non di rado carenti di competenze specifiche in materia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- divi:paragraph {"align":"right"} --></p>
<p class="has-text-align-right" style="text-align: right;"><strong>di Luca Baldin</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div></p>
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