Quando parliamo di edifici intelligenti, spesso si fa confusione tra R2S (Ready2Services) e SRI (Smart Readiness Indicator). In realtà sono complementari, ma nascono per rispondere a domande diverse.
R2S: lo “smart” come infrastruttura digitale abilitante
R2S guarda l’edificio come una piattaforma di servizi: verifica se l’infrastruttura digitale è davvero pronta a supportare – in modo aperto, interoperabile e sicuro – applicazioni e servizi (tenant services, BMS/IoT, sicurezza, workplace, analytics, ecc.).
Il punto chiave è che R2S mette al centro:
• connettività e smart network (architettura IP, segmentazione IT/OT, resilienza, monitoring)
• interoperabilità (standard, interfacce, riduzione del lock-in)
• cybersecurity e governance (ruoli, accessi, data ownership, policy operative)
In una frase: R2S certifica la “prontezza digitale” dell’edificio.
SRI: lo “smart” come prestazione degli impianti e valore energetico
SRI misura invece quanto i sistemi “smart” migliorano efficienza energetica, comfort e capacità di interazione con la rete (flessibilità, controllo, monitoraggio). È un indicatore focalizzato soprattutto su impianti e funzioni (HVAC, ventilazione, illuminazione, EV charging, metering, supervisione, ecc.).
In una frase: SRI misura quanto gli impianti rendono l’edificio più efficiente, confortevole e grid-ready.
Perché è importante negli uffici (soprattutto multi-tenant)
Senza una base R2S (rete, apertura, governance), molti servizi evoluti restano “fragili” o non scalano.
Con un buon SRI, trasformi quella base in risultati misurabili: consumi, comfort, continuità operativa, ESG.
La sintesi operativa: R2S = fondamenta digitali (prontezza ai servizi)
SRI = performance smart (energia/comfort/flex)