Come trasformare i nuovi obblighi normativi in azioni concrete, investimenti sostenibili e benefici misurabili per edifici e comunità? È il tema al centro della tavola rotonda “Oltre l’obbligo: come trasformare il Decreto Requisiti Minimi 2026 in azioni concrete a vantaggio della comunità”, in programma nella tavola rotonda il 19 novembre alle ore 17.00 Piazza Levante a MIBA Levante 2026.
Il nuovo Decreto Requisiti Minimi introduce vincoli più stringenti per il settore edilizio, ma rappresenta anche un’occasione per accelerare la trasformazione energetica e digitale del patrimonio immobiliare. Il confronto riunirà competenze provenienti dal mondo della ricerca e dal mercato per capire come passare dalla semplice conformità normativa a interventi capaci di produrre risultati concreti e duraturi.
A moderare la tavola rotonda sarà Domenico Di Canosa, Presidente Smart Buildings Alliance Italia, con la partecipazione di Massimo Zinni, Amministratore Bautech – Umberto Berardi, Professore di Fisica Applicata, Politecnico di Bari – Antonella Tundo, Ricercatrice Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Energia Rinnovabile ENEA.
Al centro del dibattito ci saranno Building Automation, monitoraggio e flessibilità energetica. Tecnologie che assumono un ruolo sempre più strategico e che non possono essere considerate soltanto strumenti per soddisfare i requisiti previsti dalla normativa: il loro valore emerge soprattutto quando vengono utilizzate e gestite durante l’intero ciclo di vita dell’edificio, consentendo di ridurre i consumi, monitorare le prestazioni e intervenire in modo più efficace sulla gestione energetica.
La tavola rotonda affronterà anche alcune delle principali questioni ancora aperte: dalla necessità di una maggiore chiarezza applicativa alla definizione delle responsabilità, dalla continuità nella gestione dei sistemi agli strumenti di finanziamento, fino alla possibilità di sviluppare progetti pilota sugli edifici pubblici.
Uno sguardo sarà rivolto anche alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e ai Distretti a Energia Positiva, come possibile evoluzione di un modello nel quale edifici efficienti, digitalizzati e flessibili non operano più come elementi isolati, ma dialogano con il territorio e con la rete energetica.
L’obiettivo è andare oltre l’adempimento formale, trasformando gli obblighi introdotti dal Decreto Requisiti Minimi 2026 e la prospettiva della EPBD IV in prestazioni reali, verificabili e durature.
Dal confronto emergeranno inoltre indicazioni concrete rivolte alle pubbliche amministrazioni, anche sulla base di esperienze già sviluppate con successo in altre aree del Paese, per favorire l’applicazione delle nuove disposizioni e trasformare la normativa in un’opportunità di innovazione per edifici, città e comunità.