Premessa

L’insieme di leggi, normative e dinamiche di mercato che possiamo ricondurre alla cosiddetta Transizione Energetica sta trasformando in modo significativo il sistema elettrico italiano.

Tra i vari indicatori di questo cambiamento, uno è spesso sottovalutato, perché percepito soprattutto come influenzato da fattori geopolitici: il PUN (Prezzo Unico Nazionale). Il GME lo definisce come la media ponderata dei prezzi zonali del Mercato del Giorno Prima (MGP).

In estrema sintesi, il MGP è un mercato a asta in cui, circa 24 ore prima, i produttori dichiarano quanta energia prevedono di immettere in rete — suddivisa in intervalli di 15 minuti — indicando anche il prezzo di offerta. Quest’ultimo è generalmente legato al costo di produzione e alla fonte energetica utilizzata.

Il PUN rappresenta il principale riferimento per il prezzo dell’energia nella bolletta finale e dipende dai prezzi che si formano nelle sei zone geografiche del mercato italiano. Il meccanismo di formazione è quello del prezzo marginale: il valore dell’energia viene determinato dalla fonte più costosa necessaria a soddisfare la domanda in ciascun intervallo temporale (tipicamente il gas).

Poiché le fonti rinnovabili hanno costi marginali più bassi, maggiore è il loro contributo, minore tende a essere il prezzo. Ne deriva che il PUN è oggi particolarmente sensibile alla produzione rinnovabile non programmabile. Questa dinamica risulterebbe ancora più evidente in presenza di prezzi pienamente differenziati per zona, capaci di valorizzare le specificità territoriali.

L’andamento del PUN conferma sempre più chiaramente che la Transizione Energetica non è solo un obiettivo politico, ma una realtà già in atto, seppur non completamente governabile.

L’analisi dei dati GME relativi ai mesi di marzo, aprile e maggio 2026, con granularità a 15 minuti, evidenzia una dinamica ormai consolidata:

  • nelle ore centrali della giornata i prezzi si riducono grazie al contributo del fotovoltaico;
  • nelle ore serali e notturne tornano a salire, per il maggiore ricorso a fonti fossili.

In media, i valori osservati sono di circa 82 €/MWh tra le 11:00 e le 15:00, contro circa 160 €/MWh tra le 19:00 e le 22:00, con uno spread infragiornaliero superiore a 120 €/MWh e picchi prossimi a 190 €/MWh.

Questo andamento evidenzia un punto chiave: quando la produzione rinnovabile è abbondante, il prezzo scende; quando diminuisce, il sistema deve ricorrere a fonti più costose, con conseguente aumento del PUN.

Esiste tuttavia una leva per mitigare questo effetto: la flessibilità della domanda, ovvero la capacità di spostare i consumi verso le fasce orarie più convenienti, dove l’energia rinnovabile è più disponibile.

Ad oggi, però, il sistema elettrico italiano continua a mostrare una domanda poco flessibile, ancora concentrata nelle ore meno favorevoli.

Il ruolo dell’edificio e dell’EDGE

È proprio su questo tema che si concentra il lavoro del Working Group 2 “Digital Energy” di Smart Building Alliance Italia, che individua nella convergenza tra edificio, rete, smart metering, Virtual Power Plant e servizi di flessibilità uno dei principali ambiti di sviluppo.

In questo scenario, assume particolare rilevanza l’EDGE computing: la possibilità di disporre, direttamente presso edifici e impianti, di capacità di calcolo locali, interoperabili e connesse.

L’EDGE non è solo uno strumento per la gestione energetica, ma può diventare la piattaforma unificante dei servizi digitali dell’edificio. Invece di molteplici centraline dedicate a singole funzioni, l’obiettivo è un’unica infrastruttura aperta e multiservizio, in grado di ospitare applicazioni diverse che dialogano tra loro, in modo analogo a quanto avviene su uno smartphone.

Una piattaforma di questo tipo consente di integrare sensori, sistemi di produzione e accumulo, oltre alle abitudini degli utenti, aumentando la flessibilità complessiva. In altre parole, permette agli edifici di adattare dinamicamente i propri consumi in funzione delle condizioni di produzione energetica.

Dalla gestione energetica all’ecosistema di servizi

Il valore dell’EDGE emerge ancora più chiaramente se inserito in una visione più ampia: quella dell’edificio come nodo di un ecosistema digitale.

L’EDGE può infatti ospitare applicazioni dedicate non solo all’energia, ma anche a comfort, HVAC, sicurezza, qualità dell’aria, manutenzione, assistenza e mobilità elettrica. In questa prospettiva, l’infrastruttura digitale diventa il fattore abilitante, mentre i servizi rappresentano il vero valore per l’utente.

Un esempio concreto è la gestione della ricarica dei veicoli elettrici: grazie a logiche di ottimizzazione locale, è possibile spostare la ricarica dalle ore serali — quando i prezzi sono più elevati — alle ore centrali della giornata, sfruttando energia rinnovabile più abbondante e conveniente. Lo stesso approccio può essere esteso a pompe di calore, accumuli e altri carichi flessibili.

Verso un modello aperto e interoperabile

Il punto chiave di questa evoluzione è che non si tratta di singoli casi d’uso isolati. SBA promuove un modello di edificio digitale basato su interoperabilità, API aperte, protocolli non proprietari e containerizzazione delle applicazioni.

A questo si affianca la certificazione R2A, che valuta la predisposizione degli edifici alla connettività intelligente dei sistemi tecnologici. In parallelo, lo schema R2S rappresenta il riferimento operativo per accompagnare lo sviluppo di un mercato aperto di applicazioni interoperabili.

In questa chiave, la flessibilità energetica non è solo una funzione tecnica, ma uno dei primi servizi ad alto valore che può essere abilitato da una piattaforma digitale comune. E proprio per questo può rappresentare un caso concreto e comprensibile per utenti, progettisti, gestori e amministratori: ridurre il costo dell’energia, migliorare l’integrazione delle rinnovabili e, allo stesso tempo, costruire l’infrastruttura digitale necessaria per molti altri servizi futuri.

L’edificio intelligente, quindi, non è soltanto un edificio più efficiente. È un edificio che, grazie all’EDGE, può diventare una piattaforma di servizi interoperabili, capace di generare valore per l’utente e contribuire in modo attivo all’evoluzione del sistema energetico e digitale del costruito. 

 

Coordinamento WG2 Digital Energy SBA Italia

Marco Stazi e Antonio Sacchetti