Il mercato italiano degli Smart Building sta vivendo una crescita senza precedenti, con una previsione di fatturato che passerà dai 3,75 miliardi di dollari del 2023 ai venti miliardi stimati per il 2030. Spinto dagli incentivi governativi, dalla necessità di efficienza energetica e dalla domanda di comfort, il settore edilizio si sta trasformando rapidamente attraverso la digitalizzazione e i progetti di retrofit .
Tuttavia, questa massiccia interconnessione porta con sé una sfida cruciale: la cybersecurity .
I Rischi dell’Edificio Connesso
In un ecosistema dove climatizzazione (HVAC), illuminazione, videosorveglianza e controllo accessi dialogano tra loro e con il cloud, ogni dispositivo IoT può trasformarsi in un punto di ingresso per i cybercriminali. Minacce come ransomware, attacchi Man-in-the-Middle e spoofing non mettono a rischio solo i dati aziendali, ma colpiscono direttamente la continuità operativa dell’edificio e la sicurezza fisica delle persone.
Ad oggi, la spesa per la sicurezza informatica si attesta spesso ad appena il 5% del budget di un progetto smart, una cifra insostenibile se confrontata con i costi di un singolo incidente, che possono superare i 5-10 milioni di dollari.
Un Nuovo Quadro Normativo e Architetturale
Proteggere un edificio moderno richiede il superamento della vecchia sicurezza perimetrale a favore di modelli intrinseci come la Zero Trust Architecture (ZTA) e la convergenza sicura tra IT e OT attraverso il Modello Purdue . Inoltre, la conformità non è più opzionale: nuove direttive e regolamenti europei e nazionali (tra cui NIS2, Cyber Resilience Act, GDPR e la norma CEI 90-2024) impongono oggi responsabilità chiare a tutta la filiera, dagli Asset Owner ai System Integrator .
La cybersecurity non deve più essere un elemento aggiunto “a valle”, ma un pilastro strutturale presente fin dalla progettazione (security by design).
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