Servono edifici connessi, ma la sola infrastruttura tecnologica digitale non è sufficiente: focus sui servizi che possiamo generare per il singolo e la collettività

Smart Buildings Alliance ha partecipato alla 14^ edizione di Key Energy, in Fiera a Rimini dal 26 al 29 ottobre 2021.

Si tratta di una delle più importanti vetrine internazionali di tecnologie, servizi e soluzioni integrate per favorire ed accelerare il processo di transizione verso un’economia carbon-neutral. Questo è l’obiettivo centrale del Green New Deal, varato prima dell’esplosione dell’emergenza sanitaria nei paesi dell’Unione Europea”, afferma il Vicepresidente Smart Building Alliance, Ing. Ernesto Santini.

E se la transizione energetica rimane il focus centrale anche del piano di rilancio post pandemico, su 209 miliardi messi a disposizione dal Next Generation EU, il 40% sarà destinato alla Green Economy e alla digitalizzazione del sistema produttivo. La Manifestazione, dunque, si concentra sui temi inerenti all’ambito della produzione energetica, dalle fonti rinnovabili all’accumulo, alla gestione efficiente dell’energia fino all’utilizzo delle tecnologie digitali e alla mobilità del futuro: 

“Il nostro dovere come professionisti ma anche cittadini e associazioni, è quello di comprendere l’importanza del così particolare momento in cui viviamo – afferma Santini – Sarebbe opportuno, a livello istituzionale, che più ambiti relativi alla transizione energetica potessero cooperare con un piano coordinato che abbraccia più leggi e, di conseguenza, ambiti ministeriali”.

Nell’ambito della Manifestazione, presente anche un intervento a firma Smart Buildings Alliance proprio nella persona del Vicepresidente Santini, che ha esposto sul tema della misura delle prestazioni e del legame con la digitalizzazione:

“Nel contesto dell’evento “Sostenibilità e digitalizzazione un connubio indispensabile per l’efficienza degli edifici, delle città e dell’intero settore dell’edilizia. I progetti internazionali innovativi partecipati dall’Italia”, giovedì 28 ottobre, focalizzato sugli obiettivi e strumenti nel percorso di transizione energetica, la digitalizzazione del processo edilizio risulta imprescindibile. Pertanto, con il mio speech “Il monitoraggio delle prestazioni” ho voluto focalizzare l’attenzione non tanto sul come fare le misurazioni del caso, ma su come esse possano avere a che fare anche con la digitalizzazione e quali possono essere i problemi di contorno. Ad esempio, nella valutazione energetica di un edificio, solitamente si procede con dichiarazioni energetiche di carattere predittivo, che, sulla base di dati standard, calcolano il comportamento di un edificio, senza di fatto poterlo controllare. Una metodologia largamente inferiore alla misurazione in tempo reale, che si può correggere”.

Per queste azioni di controllo sono necessarie delle condizioni, tra le quali la digitalizzazione dell’edificio è prioritaria:

“Non è solo da valutare il comportamento dell’edificio, ma anche quello che contiene, ad esempio gli apparati consumatori e le fonti energetiche (e gli utenti) e va valutato il macrosistema composto da edificio e ambiente, città, quartiere, comunità. Il building, per operare in maniera corretta e aperta al futuro, richiede una sua propria infrastruttura digitale, definita dalla legge (es. 164/2014) e dalla regola d’arte (es. CEI 306-2) e tramite la quale l’edificio si mette in relazione con l’utente e con il mondo esterno, sia esso Smart City che Smart Grid.
Ma la sola infrastruttura tecnologica digitale non è sufficiente: ciò che interessa maggiormente sono i servizi che possiamo generare nei confronti del singolo e della collettività e servono tre elementi fondamentali: chi inventa e presta i servizi, i dati che descrivono la realtà cui fanno riferimento e le infrastrutture digitali, che rappresentano solo un fattore abilitante tecnologico”.

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