Oltre il 60% degli edifici italiani ha circa 50 anni di età: ecco perché bisogna puntare ad un impianto multiservizio

“Se c’è una cosa ormai chiara è che il percorso più difficile ma necessario nell’ottica dell’edificio intelligente è che in Italia dobbiamo digitalizzare le nostre case, i palazzi”.

Così afferma l’Ing. Ernesto Santini, vicepresidente di Smart Buildings Alliance, a commento dei dati recentemente presentati dal Politecnico di Milano sul tema dello Smart Building, tra stato dell’arte e mercato nel nostro paese. In occasione della fiera Smart Building Expo, infatti, il PoliMi ha presentato ufficialmente il frutto della ricerca annuale sul mondo dello Smart Building, con l’evidenza primaria che in Italia si costruisce ancora poco, in confronto ad altri paesi europei.

“Dobbiamo dunque puntare alla digitalizzazione non solo dei nuovi edifici ma anche – e soprattutto – del costruito esistente, nonché di quelle dimore antiche e storiche che impreziosiscono il nostro paese. Secondo la ricerca del Politecnico, tra il 60 e il 70% degli edifici italiani sono stati costruiti prima degli anni ’70. Si tratta quindi di quei palazzi che sono oggetto della grande opportunità data dall’obbligo di rifare le vecchie montanti di energia elettrica”.

Questa chance per il paese rappresenta un’occasione d’oro da sfruttare al servizio dello stesso edificio oggetto del rifacimento:

“Installando insieme alla montante elettrica nuova una sola dorsale digitale condivisa da tutti, si può dunque realizzare un impianto multiservizio, peraltro come vuole la legge 164 del 2014 per gli edifici nuovi e le ristrutturazioni. Se riuscissimo a rimodernare questa grande percentuale di edifici italiani, non solo saremmo capaci di donare connettività ad ogni singolo utente, ma lo faremmo anche con un importante contenimento dei costi, che sarebbero dovuti solo al materiale aggiuntivo installato, la fibra ottica passiva”.

Santini sottolinea il valore e le peculiarità di un impianto multiservizio:

“Prima di tutto si tratta di qualcosa di condiviso, pertanto meno costoso e per tutti, che al contempo offre una rete dati veloce per tutti i servizi dell’edificio, dalla gestione dell’energia alla sicurezza e alle comunicazioni. Una rete, dunque, semplice, economica ed efficiente”.

E le istituzioni?

“Permane una sorta di caos disorientamento, nel quale si avverte una mancanza di visione di sistema, mescolata a procedure non coordinate che restano limitate a stretti perimetri di competenza. Come addetti ai lavori, il nostro obiettivo è quindi quello di chiedere allo Stato di puntare dritto al montante digitale multiservizio, approfittando anche dell’opportunità data dal rifacimento delle montanti elettriche vetuste. E sarà una delle grandi battaglie dell’Associazione per il prossimo futuro”.

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